Dopo essere stato presentato al
“Salone internazionale del libro di Torino”,
“Il Ragazzo dell’Est” di Umberto Coro approda a Oggiono.
“
Il Ragazzo dell’Est” è un racconto che si snoda con le caratteristiche di un
diario
in cui il protagonista parla in prima persona, colloquiando con i suoi
lettori, ai quali spesso si rivolge, interrompendo la narrazione, per
coinvolgerli nelle
vicende da lui vissute che vorrebbe fossero
fatte proprie, comprese, condivise.
L’autore, uomo positivo che nella vita è riuscito a superare, con
tenacia e determinazione, momenti dolorosi e drammatici, guiderà la sua “
creatura” a riemergere alla luce.
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Umberto Coro |
INCONTRARTI A …
La crescita della persona non può prescindere da una concezione globale
dell’uomo, mente e corpo, emozioni e pensieri, ma non può neppure
trascurare la relazione del singolo all’interno della comunità. La vita e
la crescita dell’individuo maturano all’interno di una rete, costituita
innanzitutto dalla famiglia, che continua a essere il luogo della
socializzazione primaria, centro nevralgico per un’educazione morale,
sociale e culturale. Il nucleo familiare a sua volta s’ incontra con la
società civile; la trasmissione di norme e valori, di diritti e doveri,
lo sviluppo di un senso di appartenenza e di legalità a cui la società
si propone di educare devono trovarsi al centro di un progetto condiviso
e unitario. Dare forma al processo di crescita personale e sociale
dell’uomo è, dunque, una priorità che può avvalersi dell’arte come
prezioso strumento per contribuire a una formazione integrale. Le arti,
infatti, mediante la molteplicità di linguaggi, consentono di
comunicare in modo efficace valori e idee e permettono a ciascuno di
sperimentare soluzioni innovative e di conoscere a fondo se stessi.
Il percorso pedagogico che sta alla base dell’attività artistica,
inoltre, non trascura la necessità di vivere il proprio tempo e i
cambiamenti sociali, rafforzando contemporaneamente il legame con la
tradizione e il territorio e fra diversi luoghi.
IncontrArti a ... si propone come luogo di scambio di emozioni fra
persone di diverse parti d’Italia e locali, ogn’uno con il proprio
stile, la propria creatività e il proprio linguaggio che pur nella
diversità della forma espressiva diventa voce universale perché a
parlare sono le arti coniugando esperienze umane e possibili ritorni
economici.
1. Inaugurazione mostre e presentazione libri Umberto Coro
Personale di Umberto Coro
Oltre la Finestra
È un attestato sull’arteterapia e insieme una testimonianza di vita con
sicuro valore sociale dove l’autore, tramite la pittura, la scrittura e
la recitazione ritrova l’equilibrio tra corpo e mente.
Sono circa 40 dipinti, tutti realizzati su carta riciclata con tecnica
mista.
Pietretti Antonino
UMBERTO CORO
Ciao, mi chiamo Umberto Coro e sono nato nel 1957. I miei ricordi
cominciano a prendere vita nel periodo scolastico: dal 1963 in poi, nel
mio paese natio Ozieri; una cittadina al centro nord della Sardegna. I
miei genitori dicevano che ero un bambino tutt’altro che svogliato, le
uniche cose che mi pesavano erano,la scuola,
il sussidiario e la maestra, che conoscendo mia nonna, questa le
riferiva tutto ciò che combinavo durante le ore di lezione. La mia nonna
paterna si chiamava Maria, era piccola di statura e un po’ rotonda e
col sorriso tatuato nel viso. Si può dire che io abitassi più da lei che
in casa dei miei genitori.
Lei abitava in una casa piccola di periferia, a pochi passi dalla
stazione ferroviaria, dove all’epoca, passavano ancora gli ultimi treni a
vapore, e nelle vicinanze vi erano tante Querce secolari, una tra
queste, la più grande: era la mia preferita, la consideravo come se
fosse la mia seconda casa e quando rientravo da nonna Maria riepilogavo
tutto ciò che avevo fatto sul mio albero preferito.
Nelle lunghe sere d’inverno, seduti intorno al braciere: lei mi
raccontava tante fiabe, molto spesso facendosi albero parlante, antico
testimone delle vicende di guerra e dopo guerra, e grazie alle
suggestioni di questi racconti fantastici, a volte seguiti da storie
vere, da lei vissute.
Mi parlava di baroni, Conti e ricche signore del paese, della povertà e
della ripresa con fatica del dopo guerra “ a volte “ mi diceva “ si
trova più ricchezza nella gente povera” e non aveva tutti i torti. Il
suo sorriso era speciale, soprattutto quando nel raccontare fiabe ci
metteva del suo.
Questo m’invogliò a scrivere i miei primi versi. C’era tanta fantasia,
sia nelle mie poesie che nei brevi racconti, che parlavano di boschi
tinti di colori d’autunno, di gnomi, fate che abitavano nella mia grande
Quercia.
Avevo circa 21anni, quando Dio la volle a se , la sua scomparsa per me,
fu un trauma: cominciai a scrivere i miei primi versi. Da allora in poi
cominciai a tastare la mia vita reale: il matrimonio, quattro figli,
Monica, Debora, Eleonora e Daniele “ il più bel regalo della vita”.
La più brutta esperienza dopo quasi 20anni, fu la separazione da mia
moglie, la solitudine, e la mancanza di salute, mi costrinsero a
lasciare il lavoro. Si aprì così per me, una voragine di tristezza,
rinchiudendomi in me stesso. Cominciai a dipingere dei quadretti, con
della carta riciclata qua e là, il cui soggetto erano le montagne,
dedicate al Piemonte, soprattutto quando queste erano coperte dalla neve
. poi li appendevo al muro per rendere la casa più allegra, ma col
tempo mi resi conto che che questo non era il mio forte e li nascosi
quasi tutti sotto il letto e smisi di dipingere. Così me ne stavo ore
ed ore a guardare fuori dalla finestra, e da li in poi ripresi a
scrivere versi in poesia...
Oggi ho 53anni e dal 2001 vivo a Cuorgnè, in Piemonte.
E’ proprio qui nel 2007, che si risvegliò in me la voglia di
ricominciare a vivere, grazie al corso di teatro dove vi trovai tante
persone amiche. Ed oggi mi diverto, e ci divertiamo facendo divertire il
pubblico.
Scrivo tuttora versi, dove ho pubblicato anche il mio primo libro di poesie dal titolo “Ancore” casa editrice
"Le Chàteau" edizione Aosta.
Ho avuto anche una grande soddisfazione da questo primo libro.
Quella di Maurizio Costanzo, che ha pubblicato una mia poesia dal titolo
"Promessa" nel suo libro “Poetando” oltre ad averla trasmessa su “Radio
uno” e il 4° premio Nazionale della poesia a Crescentino (VC) in
occasione del 2° Memorial di Faustino “ Sulle ali del cielo.
In ultimo questo libro di narrativa “ La Quercia e i bambini di tutti” a
cui tengo tantissimo poiché è dedicata alla mia cara nonna Maria, che
sarà “ l’albero parlante” di questa storia. Lo devo a lei, la nascita di
questo libro tra fantasia e verosimile... ( Vai su Narrativa)
Quei vecchi disegni che avevo nascosto sotto il letto, gli ho rimessi di
nuovo in vista perché mi ricordano un passato , era un modo come
un'altro per combattere la solitudine. Alcuni amici mi dicono che sono
belli, io al contrario li sottovaluto, ma li tengo comunque stretti,
perché fanno parte di un ricordo importante.