Luglio 2017 - Diario Poetico - Gaetano Montanelli

Mi perdo
per
strade
traverse
e
sogno
un'isola

***

Puntare
dei soldi
su del
sentimento
e vedere
se
rende qualcosa

***

Scrivere,
a chi non si sa!
Forse anonimi individui
dal volto a volte
sorridente a volte spento
e capire che c'è
qualcosa di più
del semplice scrivere
e leggere.
A volte basta un niente
per scrivere,
basta un sorriso
e tutto viene da sé

***

Domenica 9 luglio 2017 - Proiezione film CON LE SPALLE NEL VUOTO, vita di Mary Varale


BiblioHospitalis, ASST Lecco, Libreria LiberaMente
invitano al "Caffè Letterario"
PROIEZIONE del FILM
CON LE SPALLE NEL VUOTO
Vita di Mary Varale

Mary Varale non è stata soltanto una delle maggiori arrampicatrici del periodo eroico dell'alpinismo italiano. Ma è stata una donna coraggiosa su tutti i fronti: piena di coraggio e di vitalità nello sfidare consuetudini e malattie
Il film CON LE SPALLE NEL VUOTO di Sabrina Bonaiti e Marco Ongania ne ripercorre la storia  grazie alla interpretazione in qualità di protagonista della  scalatrice SABINA BOTTà e con ROSSANO LIBERA a impersonare un condensato degli scalatori lecchesi che le furono compagni inseparabili. Il film è arricchito di testimonianze sulla sua singolare vicenda biografica
·        PRESENTA ALBERTO BENINI
Hall dell’Ospedale MANZONI
Domenica 9 luglio ore 17:00

INGRESSO LIBERO



Streghifici e malerie - Presentazione del libro A BELLO PESTE ET FAME LIBERA NOS DOMINE

Sabato 24 giugno 2016 alle ore 21
presso il Piccolo Museo Contadino di Bulciago
presentazione del libro  
A BELLO PESTE ET FAME LIBERA NOS DOMINE 
di Giovanni Corti (ed. IL CILIEGIO)


Relazione tecnica Restauro conservativo Lo Sposalizio della Vergine(1790) di Andrea Appiani



Restauro conservativo del dipinto murale dello Sposalizio della vergine di Andrea Appiani (1790) – Chiesa di Sant’Eufemia, Oggiono (LC)
Dott.ssa Annalisa Bonfanti – Dott.ssa Anna Figus _ Restauro e conservazione di opere d’arte

Descrizione e tecnica esecutiva del dipinto
L’opera raffigura il tradizionale tema dello Sposalizio della Vergine, immerso in uno scenario neoclassico. I personaggi raffigurati sono caratterizzati da una semplice, ma efficace naturalezza che conferisce molto realismo alla scena. In primo piano, sopra un gradino caratterizzato da una pavimentazione lastricata sono dipinti maria a destra( in veste rossa e manto blu) e Giuseppe a sinistra mentre si scambiano le promesse tenendosi la mano destra. Al centro c’è la figura del Sacerdote che, in abiti religiosi, officia lo sposalizio.
Particolare è il drappo della veste del Sacerdote, al di sotto delle mani giunte di Maria e Giuseppe, che riporta dei segni, apparentemente delle lettere che formano una scritta.
Dietro questa figura cinque altri personaggi, quattro maschili e uno femminile, assistono la celebrazione; solo uno di loro, il secondo a partire da sinistra guarda l’osservatore.
Gli sguardi assorti e le espressioni concentrate dei volti dei personaggi trasmettono e fanno assumere all’osservatore un atteggiamento raccolto e di devozione.

Il dipinto è stato realizzato con una base ad affresco stesa su un intonaco con granulometria dell’inerte piuttosto grossolana (Ø 1mm), su cui sono state stese campiture e rifiniture a secco dove è chiaramente visibile la pennellata del pittore. Grazie ad un’indagine della superficie a luce radente è stato possibile definire la presenza di quattro unità di lavoro (giornate). L’artista ha creato successivamente la composizione e le forme dei personaggi tramite incisioni sull’intonaco fresco. Le campiture di base sono state realizzate ad affresco, impiegando principalmente pigmenti inorganici (terre). Sono stati poi realizzati i dettagli a tempera (con legante organico).

Stato di conservazione
Il dipinto murale presentava una patina di deposito incoerente e parzialmente coerente che ingrigiva ed offuscava le forme ed i colori originali. Le cause del fenomeno erano riconducibili al normale deposito di pulviscolo atmosferico, trasportate sulla superficie tramite deposizione gravitazionale e correnti d’aria (dovute al portone d’ingresso adiacente alla Cappella). Inoltre, sotto il dipinto erano presenti delle candele di cera che causavano il deposito di nerofumo sulla superficie, contribuendo alla formazione della patina più coerente che offusca la pellicola pittorica. Ad un’osservazione ravvicinata della superficie è stata riscontrata la presenza di uno strato lucido imbrunito, probabilmente steso sul film pittorico, ma che attualmente è stato ritrovato in tracce, soprattutto fra le irregolarità dell’intonaco. La presenza di questo strato potrebbe ricondursi ad un fissativo/protettivo applicato durante pregressi interventi di restauro.
La pellicola pittorica mostrava piccole aree abrase, senza più la presenza della campitura cromatica. Sono stati riscontrati due graffi, all’altezza dello sfondo della scena, di origine antropica. Ad un esame ravvicinato del supporto, tramite noccatura manuale, è stata evidenziata la presenza di distacchi di lieve entità del supporto. Questi non sono caratterizzati né da rigonfiamenti superficiali, né da fessurazioni.

Intervento di restauro
Il restauro conservativo del dipinto murale dello Sposalizio della Vergine di Andrea Appiani ha avuto come scopo la conservazione dello stato attuale della superficie, tramite una leggera pulitura per recuperare i colori e le forme che si mostravano offuscate dai depositi superficiali.
Ogni fase è stata preliminarmente preceduta da test ed accordata con la Direzione Lavori e la Soprintendenza.
  • La pulitura della superficie si è divisa in due fasi differenti. La rimozione dei depositi incoerenti (polvere, sporco, ragnatele ecc.) è stata effettuata meccanicamente a secco. Per la rimozione dei depositi più coerenti sono state utilizzate delle spugnette Wishab di diversa durezza. In corrispondenza di quelle campiture che si mostravano ancora ingrigite ed, in seguito ai test per la verifica della resistenza dei pigmenti, è stata effettuata una pulitura acquosa utilizzando tamponcini di cotone imbevuti di acqua ed un tensioattivo non ionico. Grazie a questa operazione è stato possibile rimuovere anche in parte la pellicola di fissativo che si presentava ormai disgregata e poco coesa alla superficie.
  • Per ridurre l’interferenza visiva dei graffi di natura antropica riscontrati sulla superficie, come ultima operazione si è intervenuti con il ritocco pittorico degli stessi, ad acquarello per mantenere la reversibilità dell’intervento ed il rispetto dei materiali originali.

Indagini diagnostiche non invasive
L’intervento di restauro è stato preceduto da un progetto diagnostico. Le indagini selezionate sono tutte di carattere non invasivo, per cui non hanno implicato prelievi distruttivi di materiale dalla superficie.
È stata realizzata una campagna fotografica in luce diffusa e radente, per migliorare la conoscenza delle superfici e per avere la documentazione preliminare dello stato di conservazione. Grazie a questa fase è stato possibile realizzare il rilievo delle incisioni effettuate dall’artista per lo studio della composizione della scena dipinta.
Sono state effettuate delle indagini termografiche delle pareti, sia esterne che interne, con lo scopo di identificare le aree in cui si ha una eventuale presenza di umidità all’interno della muratura. L’indagine non ha rilevato presenza di infiltrazioni di acqua nella parete.
È stata realizzata una campagna diagnostica con luce UV, con lo scopo di identificare la presenza di campiture cromatiche con leganti organici e differenziare i pigmenti utilizzati dall’artista, informazione importante per la messa a punto delle fasi di pulitura della decorazione murale.
Di grande importanza per l’identificazione della tipologia di pigmenti è stata l’analisi XRF portatile (x-ray fluorescence).
Infine sono state acquisite immagini tramite microscopio da cantiere (Dinolite Pro) con differenti ingrandimenti per monitorare le fasi di restauro.

Abbiamo pensato di fare cosa gradita quella di riportare integralmente la relazione tecnica delle due restauratrici,  Dott.ssa Annalisa Bonfanti e Dott.ssa Anna Figus, protagoniste della serata Storia di un restauro, che si è tenuta Venerdì 9 giugno 2017 presso la Sala della Comunità Pastorale San Giovanni Battista a Oggiono.
Non aggiungiamo nulla. L’opera restaurata è magnifica e torna vanto della nostra chiesa Prepositurale di Sant’Eufemia. È un lavoro che è partito dal basso, come spesso ho avuto modo di sottolineare e siccome penso che questo sarà l’ultimo articolo dedicato all’iniziativa, l’Associazione Università del Monte di Brianza intende perciò ringraziare tutti coloro che, oltre agli sponsor ufficiali, hanno dato una mano e contribuito gratuitamente alla riuscita: il pittore Vladi Maggioni; la Pro Loco di Oggiono; le costumiste, Lella, Adele e Antonia; le damigelle del corteo nuziale; la banda Marco d’Oggiono e il presidente Giudici Giuseppe;  i fioristi, Carmen e Ruggero; il bar MoonShine; il negozio Lady and baby; i ragazzi di terza dell’ICS Marco d’Oggiono con la prof.ssa Berté; Dario Riva, Luigi Farina e il Fotoclub Ricerca e Proposta; Chiara Amati, mezzosoprano; l’Ing. Edoardo Marzi, attore; Luca Redaelli, violinista; la prof.ssa Muttoni, organista; Rinaldo Longhi per l’ospitalità: Luigi Longhi per le preziosi informazioni; Stefano Valtorta; Foto Galbusera; il falegname Giuseppe Mariani; il dott. Luigi Crippa; Giovanni Bonfanti; Alberto Colombo; Ilaria Dolfini; Pirovano Luigi; l’associazione
Archeologica; don Maurizio e tutti i cittadini di Oggiono che hanno partecipato e che potranno godere di questa bellezza, ritornata in viva luce grazie alla calda collaborazione di noi tutti.

Giovedì 22 giugno 2017 - Dalla guerra di Troia al XXI secolo. La nascita e la rinascita di un uomo dal cuore traballante. Presentazione libro di Alberto Frigerio



L’invito arriva da me, ma soprattutto dall’AIDO, Gruppo Comunale Michela Canali di Oggiono.
Sarà una serata in cui si parlerà di trapianti, di esperienze di vita e prospettive per il futuro, ma anche di un libro.
Il titolo è emblematico: Dalla guerra di Troia al XXI secolo. La rinascita di un uomo dal cuore traballante.
Il libro è stato scritto da Alberto Frigerio, oggionese, trapiantato di cuore e amico. Alberto, che all’oratorio chiamavamo Rocia (Roccia) per la sua possenza fisica quando giocava al pallone, forse possedeva anche qualcosa di delicato e traballante, quel cuore pazzo che a quei tempi mai avrebbe pensato di sostituire con quello di un’altra persona. Il libro parla di lui e anche di noi, almeno in quella che definisce la sua prima vita. Nella seconda c’è il dolore e la sofferenza, ma fortunatamente questa è una storia a lieto fine. È il racconto della vita di un uomo semplice e della sua famiglia. Le gioie, i dolori, la sofferenza della malattia, ma anche il coraggio di lottare, sempre.

Saranno presenti
  • Luigi Pirovano, presidente AIDO Oggiono
  • Frigerio Alberto, oggionese trapiantato di cuore e autore del libro
  • Dott.sa Patrizia Fumagalli, direttore Neurorianimazione Ospedale Manzoni di Lecco
  • Dott. Alessandro Dell’Oro, assistente
  • Antonio Sartor, presidente AIDO provinciale Lecco
  • Giacomo Colombo, responsabile commissione scuola AIDO provinciale
Ingresso libero gratuito

Domenica 18 giugno - Presentazione del libro IL RE CHE VERRA' di Giovanni Corti

Buongiorno a tutti. Questa volta l’invito che rivolgo è per la presentazione di un mio romanzo: IL RE CHE VERRA’ (Il Ciliegio edizioni).
È un romanzo giallo, ambientato, come i due precedenti, sul nostro territorio. La vicenda si svolge a cavallo di un decennio, fra la fine della guerra e la metà degli anni Cinquanta, ma la storia incrocerà obbligatoriamente una seconda storia più antica, precedente di quasi duemila anni. È solo una questione di tempo, ma in fondo sono la stessa storia, una è la continuazione dell’altra. I protagonisti sono custodi di un segreto. Un segreto da tramandare, da tenere nascosto, da proteggere, in attesa del re che verrà, l’unico che potrà svelarlo nella sua interezza.
Qualche lettore mi ha detto che nei miei romanzi parlo sempre di lago, del nostro lago. È vero, il lago mi ispira, e il nostro è particolarmente bello. In questa caccia al tesoro il protagonista vero è senz’altro lui, testimone muto di crimini ma anche di segreti e di misteri. Per questo che, in collaborazione con gli amici dell’Università del Monte di Brianza, della Pro Loco di Oggiono, del Kaiak Team e i pescatori della Società Oggionese Pescatori Sportivi, si è pensato di presentare questo libro per la prima volta proprio in riva al lago, alla SABINA, di fronte al Centro Remiero Marinai d’Italia, ovvero sul… LUOGO DEL DELITTO!

Domenica 18 Giugno ore 17
Alla SABINA
Presso Centro Remiero Marinai d’Italia
 IL RE CHE VERRà  
di Giovanni Corti
ed. Il Ciliegio

Gaetano Montanelli - Diario poetico

Gaetano Montanelli nasce a Lecco il 28 novembre 1954. La sua esperienza artistica inizia nel campo della musica jazz negli anni '70, solo dopo un decennio scopre il mondo della pittura e della poesia cui dedica totalmente la sua vita di artista. Nelle pagine di questo diario poetico che riporteremo mensilmente su questo blog, rime lievi si alternano a pagine di diario in cui il poeta confida ai lettori le sue emozioni con immagini di fiori in volo e volti femminili misteriosi, frasi brevi e riflessioni personali sulla vita di ogni giorno, allacontinua ricerca di un sogno, perché: "Se non potessimo avere sogni, sarà un dilemma pensare ad altro!"

***
Diario
di
un
viaggiatore
d'inverno,
tiepido
sole
che
splende
nei miei sogni.
***
Il cuore
appeso ad
un filo
sospeso
nel vuoto
in balia di bello
e cattivo
tempo.
***

Mese di giugno 2017 - Mostra del pittore Roberto Abate e gli Amici del Colore


 
Mostra COLLETTIVA 
      di PITTURA
Roberto Abate
E IL GRUPPO AMICI DEL COLORE
in
Libreria LiberaMente
OGGIONO Via G. Longoni 27/29
Giugno 2017

Orari apertura Lu. 15-19,30 Ma-Sa. 9-12,30 15-19,30

INGRESSO LIBERO

Venerdì 9 giugno 2017 - Serata STORIA DI UN RESTAURO (Lo Sposalizio della Vergine di Andrea Appiani)

“Questo matrimonio… s’ha da fare”
CRONACA DI UNA FESTA ANNUNCIATA

Come fossimo stati noi gli sposi, in trepida attesa dell’evento, abbiamo consultato per una settimana intera le previsioni del tempo, sussultando ad ogni perturbazione, ad ogni nuvoletta che appariva sullo schermo per la fatidica data. E il grande giorno è finalmente arrivato. Domenica 7 maggio, al mattino, si presenta con quel cielo grigio, incerto, che dalle nostre parti ti induce a prendere l’ombrello se esci. La cerimonia per l’inaugurazione dell’affresco restaurato Lo Sposalizio della Vergine di Andrea Appiani, prevista alle ore diciassette, è ancora lontana. Potrebbe fare peggio! Ma all’apparire delle graziose damigelle che aprono il corteo nuziale, il buon Dio deve avere un ripensamento primaverile, non intende rovinare la nostra festa. D’incanto il sole fa capolino, il cielo si è fatto azzurro, esaudendo i nostri reconditi desideri per una giornata radiosa.
A posteriori si può dire che sarebbe comunque stata una giornata di festa, con qualsiasi tempo, pure con la pioggia benedetta. D'altronde il proverbio non dice: «Sposa bagnata sposa fortunata»? E a pensarci bene, quando gli sposi furono Giuseppe e Maria, dovette senz’altro diluviare perché Maria portava in grembo nientemeno che il figlio di Dio, Gesù.
Il corteo delle damigelle, aperto da Luca Redaelli, talentuoso violinista di casa nostra, che da tempo accompagna i concerti di Van de Sfroos, si snoda da piazza Sironi fino a raggiungere la chiesa Prepositurale di Sant’Eufemia, seguito dalla banda Marco D’Oggiono e oserei dire dal paese intero, tanta è la gente per strada. Qualcuno chiede dove siano gli sposi. È chiaro che i veri protagonisti dovevano essere loro. Ma è altrettanto chiaro che gli sposi non potevano essere in carne e ossa, bensì quelli dipinti, che poi sarebbero stati svelati, dopo aver tolto il drappo che ancora occulta l’affresco dello Sposalizio.
L’organo della chiesa suona a festa mentre Chiara Amati, mezzosoprano, altro giovane talento oggionese, accoglie tutti con la sua voce musicale e Edo Marzi crea un’atmosfera sacra declamando il Cantico dei cantici.
La chiesa è gremita e la curiosità accresce di momento in momento. Lo si percepisce nell’aria, quella specie di elettricità, il brusio sommesso che accompagna l’attesa di un evento atteso. Quella voglia di vedere… poi, il drappo scende. Siamo tutti incantati!
Lungo molti anni
a grande prezzo
viaggiando attraverso molti paesi
andai a vedere alte montagne;
soltanto non vidi
dallo scalino della mia porta
la goccia di rugiada che scintillava

sulla spiga di grano.
È una poesia di Tagore, scrittore e filosofo bengalese. Sono parole che ben si addicono allo spirito che anima l’associazione Università del Monte di Brianza che ha proposto e lavorato affinché si realizzasse il restauro dello Sposalizio della Vergine di Andrea Appiani e che nel giorno dell’inaugurazione sollecitano un paio di riflessioni, brevi.
Ha ragione Tagore. Spesso andiamo chissà dove a vedere monumenti, opere d’arte, natura e non ci accorgiamo di ciò che abbiamo di fronte ai nostri occhi, davanti al nostro naso, quotidianamente, proprio come questo affresco di Andrea Appiani (1790), quasi invisibile per i più, ma che i grandi critici d’arte e non solo annoverano, con il Polittico di Marco D’Oggiono fra i tesori della nostra chiesa Prepositurale. Ebbene oggi, come cittadini, come comunità, non solo pastorale, perché un’opera d’arte è di tutti, grazie a questo restauro, ne riprendiamo possesso, metaforicamente.
È stato proprio un gran lavoro, ne siamo orgogliosi e il risultato è finalmente sotto i nostri occhi. Notevole!
E qui la seconda e ultima riflessione che è anche un ringraziamento. Sempre nello spirito del poeta bengalese, per il lavoro di restauro, abbiamo fortemente voluto che fossero due restauratrici giovani e di casa nostra ad attuarlo. Questo per dire che senza andare chissà dove, anche qui abbiamo delle eccellenze, notevoli professionalità. Grazie quindi a Elisa Figus e  Annalisa Bonfanti.
Un grazie va a don Maurizio che ha creduto, forse ceduto, alla testardaggine e determinazione della nostra piccola associazione. Un grazie grande va ad Assunta Galbiati e a Galbiati Group, che non solo ci ha creduto, ma soprattutto supportato economicamente in questo progetto. Senza questo sponsor, non si sarebbe potuto fare nulla.
Grazie a loro, alla sinergia con la scuola secondaria Marco d’Oggiono, il comune di Oggiono, la regione Lombardia e con tanti altri soggetti che non nomino, privati e associazioni, artisti, musicisti, cantanti e le bambine-damigelle del corteo che, curioso, facendo di cognome Appiani potrebbero essere le pro-pro-pro nipoti dell’illustre Andrea Appiani, abbiamo realizzato il nostro sogno, partito dal basso, dal piccolo come può esserlo un’associazione culturale seppur con un nome altisonante, e che spero sia di esempio a tutti nella nostra comunità per ulteriori progetti di salvaguardia delle bellezze della nostra città.

PROGRAMMA INIZIATIVE
VENERDI 9 Giugno  ore 21
Presso la Sala della Comunità Pastorale San Giovanni Battista a Oggiono.
STORIA DI UN RESTAURO, a cura di Elisa Figus e Annalisa Bonfanti, le restauratrici dell’affresco Lo Sposalizio della Vergine di Andrea Appiani.
Serata di approfondimento in cui verrà illustrato l’intervento tecnico-artistico con una proiezione fotografica, reportage del lavoro eseguito (foto di Dario Riva).
INGRESSO LIBERO
 

Sabato 20 maggio 2017 - Presentazione libro DISCO VOLANTE di Claudio Ravasi

Claudio Ravasi
Renato Franchi alla chitarra, Gianfranco D'Anna percussioni
Ravasi - presentazione Disco Volante
Carlo Losa
Presentazione del libro


DISCO VOLANTE
VIAGGIANDO NELLA MUSICA SENZA CONFINI
Incontro con l’Autore
CLAUDIO RAVASI
Accompagnato dalla chitarra di RENATO FRANCHI
e altri amici della Band l’ORCHESTRINA DEL SUONATORE JONES

Claudio Ravasi (sn) e Renato Franchi (dx)
in
Libreria LiberaMente
OGGIONO Via G. Longoni 27/29

Sabato 20 Maggio 2017
ore 17
INGRESSO LIBERO

Questo libro è la realizzazione di un sogno che corona un’esperienza giornalistica e la passionaccia per la musica di tutta una vita. La presentazione in LiberaMente gliela dovevo perché conosco Claudio da quando, ragazzini frequentavamo la scuola elementare (che oggi chiamiamo primaria), ci si trovava da sua nonna Libera a vedere la Tivù dei ragazzi e poi, più grandicelli, a casa sua ad ascoltare i primi vinili… i dischi dei Gufi, di De André e via cantando. I conti fateli voi. Il libro è una selezione di articoli, recensioni di dischi e artisti, pubblicati per quattro anni dall’autore sul Giornale di Lecco. È un libro scritto bene, da leggere tutto d’un fiato, magari ascoltando buona musica. Musica che non mancherà alla presentazione, con la presenza di Renato Franchi  (che ha curato la prefazione del libro) e qualche componente dell’Orchestrina del Suonatore Jones. Per la buona musica ci pensano loro, il resto lo ascolteremo da Claudio. Il divertimento è assicurato. Ingresso libero.

Sabato 13 maggio 2017 - Presentazione libro QUANDO LAVORARE E' BELLO. Lettere dal carcere di Giovanna Rotondo

Presentazione del libro

Quando lavorare è bello
LETTERE DAL CARCERE
Incontro con l’Autrice
GIOVANNA ROTONDO
in
Libreria LiberaMente
OGGIONO Via G. Longoni 27/29
Sabato 13 Maggio 2017
ore 17
INGRESSO LIBERO

L’esperienza di lavoro in carcere come Tutor è stata, per l’autrice, una delle più significative della sua vita, soprattutto per gli incontri che ha avuto l’occasione di fare, per la particolarità del luogo in cui si è trovata a operare e per la condizione delle persone con cui è entrata in contatto.
In questo scritto viene mostrato un mondo che spesso non si vuole conoscere: quello di chi è recluso, raccontando comportamenti e necessità quotidiane simili a quelle di tutti.
Un intreccio di storie e di testimonianze umane, ricche di vissuti differenti, con privazioni e sofferenze aggravate spesso dalla consapevolezza di aver trasgredito le regole sociali.
Una proposta formativa che ha coinvolto il gruppo di allievi che vi hanno preso parte motivandoli a migliorarsi e a scoprire i propri talenti: un’esperienza sorprendente ed emotivamente densa

7 Maggio 2017 - INVITO A NOZZE – Inaugurazione dell’affresco restaurato Lo sposalizio della Vergine di Andrea Appiani



Eccoci di nuovo. Ritorniamo a parlare del pittore Andrea Appiani (1754-1817) e dell’opera “Lo sposalizio della Vergine (1790)”, situato nella prepositurale oggionese di Sant’Eufemia, da poco restaurato e che sarà inaugurato domenica 7 maggio 2017.
È doveroso ricordare che la produzione artistica di Andrea Appiani è sempre stata dedita ad opere di soggetto mitologico o storico ed alla ritrattistica. Infatti, solo in età giovanile si concentrano le opere destinate ai luoghi di culto, poiché l’artista considerava le committenze ecclesiastiche mere occasioni di lavoro. Quando si è giovani, bisogna farsi un nome, riempire il curriculum di competenze e qualifiche, anche a costo di essere pagati poco o nulla. Tesi ancor oggi veritiera Passano i secoli, ma la storia non cambia! “Pei dipinti d’Arona non ebbe nulla: e soleva dire a’ suoi scolari, che bisogna dipingere il fresco quando lo dava l’occasione per cominciare ad imparare la pratica, com’egli aveva fatto”(Reina)
La prima opera a soggetto sacro dipinta da Appiani è la figura a fresco di Sant’Antonio in  un’edicola all’angolo della piazza principale di Balsamo, vicino a Milano, databile 1772. Di quest’opera non vi è più traccia, come dei quattro quadri dipinti ad olio che rappresentavano i quattro evangelisti, per la chiesa parrocchiale di Caglio in Valassina (1776-1777). La prima opera sopravvissuta che inizia a farci pregustare la sua pittura di ampio respiro, è la serie di tre medaglie ad affresco in cui sono narrati altrettanti episodi dell’Antico Testamento nella chiesa di Rancate (1785). Nella chiesa di Arona dipinge ad olio su tela la Nascita del Bambino Gesù: quadro di 5 braccia dipinto allo stile di Correggio.
Non per altrui committenza, ma per motivi famigliari, Appiani affrescò a Oggiono, nella chiesa parrocchiale, lo Sposalizio della Vergine, opera firmata e datata 1790 (Beretta).
È un’opera importante che deve inorgoglire gli oggionesi. Primo perché, oltre Rancate, citato in precedenza, rimane l’unica grande opera di Appiani che è possibile vedere in Brianza. Per questo i grandi musei milanesi, in occasione del bicentenario della morte dell’artista, per allestire le loro mostre, avrebbero voluto possederne l’originale. Ma ahimè, essendo un affresco, dovranno accontentarsi di una foto, magari nel formato dell’opera, e chi vorrà vedere lo Sposalizio dal vero dovrà per forza venire a Oggiono. Il secondo motivo per rimarcarne l’importanza è il tema trattato dall’artista, cioè lo sposalizio di Giuseppe e Maria. Il dott. Giovanni Morale, coordinatore di Gallerie d’Italia di Piazza della Scala di Milano, nella serata I matrimoni nell’arte, dal Perugino all’Appiani, tenutasi lo scorso 6 aprile, presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo Marco D’Oggiono, ha infatti sottolineato che la tematica del matrimonio dei genitori di Gesù, nella storia dell’Arte, è fatto abbastanza raro. Non presenta un numero alto di opere, forse una ventina. Va considerato che nei Vangeli o nei testi biblici non si fa alcun  riferimento alla cerimonia di questo matrimonio. Certamente non si possono dimenticare i capolavori del Perugino e soprattutto di Raffaello, che Andrea Appiani, sicuramente conosceva e aveva studiato. Quindi, il nostro “Sposalizio” si presenta come un’opera unica che con il Battistero romanico di San Giovanni Battista e il Polittico di Marco D’Oggiono, va ad aggiungersi ai tesori della nostra chiesa di Sant’Eufemia.
Il pittore, come si rileva da un documento del tempo (conservato presso l’archivio parrocchiale) scritto dal canonico Carpani di Oggiono, portò a termine l’affresco in soli 6 giorni.
“1790. Nel giorno 6 ottobre il signor Andrea Appiani ha cominciato a dipingere lo Sposalizio di san Giuseppe con la Beata Vergine Maria ed ha finito il giorno 11 di detto mese. Il giorno 13 fu benedetta la Cappella di san Giuseppe”.
Sei giorni! Molti meno di quanto hanno impiegato Elisa Figus e Annalisa Bonfanti, le due competenti restauratrici che hanno ripulito l’affresco dalla patina del tempo, e soprattutto tantissimo meno del tempo che l’Associazione Università del Monte di Brianza ha impiegato per svolgere tutte le pratiche dei lavori per avere i permessi necessari da Curia e Soprintendenza alle Belle Arti.
Il lavoro ha consentito, grazie alle tecniche moderne di restauro, di scoprire alcuni misteri legati alla tecnica pittorica, i tipi di pigmenti utilizzati per i colori, il disegno, i ripensamenti, ma anche la strana scritta che si legge sulla fascia del sacerdote, oppure la firma del pittore. Per questi dettagli tecnici e curiosi lasceremo la parola alle due restauratrici, coadiuvate dalle immagini del Fotoclub Ricerca e proposta di Dolzago che ha eseguito un reportage fotografico, seguendo dall’inizio alla fine il lavoro, per una serata apposita aperta a tutti gli appassionati. Rimane insoluto il mistero del committente e del perché quest’opera unica sia finita ad Oggiono. Conosciamo invece Galbiati Group, lo sponsor che ha restaurato l’affresco.
Dal nome del canonico Carpani che riportò il documento dei sei giorni, presumiamo che la committenza sia venuta dalla nonna paterna del pittore:  Giovanna Isella Carpani, di origini annonesi. Il mistero rimane comunque: perché proprio ad Oggiono?
È sicuro che si volesse ricordare un matrimonio o evidenziare l’importanza di questo sacramento, che l’artista volle suggellare ritraendo volutamente per Maria il volto di Costanza Bernabei che due anni dopo l’affresco sposò. L’amore di Andrea per la sposa è testimoniato dai numerosi disegni e bozzetti che la ritraggono.

Ero felice. Avrei voluto abbracciare il mio Josef, per lui mi era salita in petto una tenerezza mai provata… Mi aveva creduta, ero felice e calda di gratitudine per lui. “Fai quello che è giusto, Josef. Io oggi sono tua più di prima, più della promessa.” (da In nome della madre di Erri De Luca)

Sono sicuro che  da questo momento, entrando in chiesa, avremo tutti un occhio di riguardo per questo affresco così prezioso.
L’inaugurazione dell’opera restaurata sarà domenica 7 maggio alle ore 17. Fino a quel momento l’affresco sarà coperto da un telo. E, come ogni buon matrimonio che si rispetti, faremo una grande festa per questo singolare sposalizio di Giuseppe e Maria.
Tutta la cittadinanza è invitata alla “cerimonia” nuziale. Appuntamento in piazza Sironi per il corteo alle 16.50 o alle 17 in chiesa. Non mancherà, neppure la banda che suonerà per le vie del paese, e soprattutto non mancheranno i confetti per tutti!
Un grazie ed un ricordo particolare va a Luigi Longhi, che ci ha coadiuvato nella ricerca arricchendola di notizie sconosciute.


PROGRAMMA domenica 7 maggio 2017

  • ORE 16.50     Corteo nuziale che si snoderà per le vie cittadine con richiami bandistici eseguiti dal Corpo musicale Marco D’Oggiono. preceduti  da splendide  damigelle    
Partenza da P.zza Sironi
  • ORE 17.30     Inaugurazione dell’opera restaurata nella chiesa prepositurale Sant’Eufemia di Oggiono.
La cerimonia sarà allietata dal canto di Chiara Amati, talentuosa mezzosoprano, accompagnata all’organo dalla prof. Maria Teresa Muttoni.
Letture di Edo Marzi accompagnate dal  magico  violino di Luca Redaelli.
La popolazione sarà “invitata” alla cerimonia nuziale per “Lo sposalizio della Vergine e Giuseppe”.
Presso un gazebo appositamente allestito si organizzeranno le visite guidate e la formazione di gruppi accompagnati da guide che spiegheranno l’Opera e la figura di Andrea Appiani.
Accanto alle guide ufficiali dell’Associazione Archeologica di Oggiono, saranno presenti le giovani guide di terza della Scuola secondaria di primo grado “Marco D’Oggiono”, che hanno    approfondito lo studio su Appiani.

Presso la Sala della Comunità Pastorale S. Giovanni Battista (Oggiono) mostra dei lavori dei ragazzi di terza della Scuola secondaria di primo grado di Oggiono, incentrata sul Neoclassicismo lombardo e relativamente sulla figura di Andrea Appiani. 
La mostra sarà visitabile domenica 7 maggio e le domeniche successive con modalità da concordare.

Il re che verrà - Nuovo libro di Giovanni Corti



Cari amici.
Tutto ciò che leggerete non è pubblicità occulta, ma mirata e molto, molto personale.
Vi comunico l’uscita del mio terzo libro:
Il re che verrà (ed. IL CILIEGIO)
Il libro che si trova in anteprima in LiberaMente sarà distribuito in tutte le librerie a partire dal giorno 20 aprile 2017.

Febbraio 1955. Il corpo di uno sconosciuto, assassinato, viene ritrovato sulla riva di un lago della Brianza. Il maresciallo Fontana, comandante della stazione locale dei carabinieri dovrà dipanare una matassa molto intricata per giungere alla soluzione del caso perché l’omicidio è solo la sfaccettatura di una storia più complessa, che affonda le radici nel tempo dei tempi. I protagonisti sono custodi di un segreto, tramandato da generazioni e che solo il re che verrà è in grado di decifrare. Si tratta del luogo dove è stato nascosto il tesoro di Brenno e con esso i misteri sapienziali dell’antico popolo celtico.
Questo romanzo, frutto di fantasia, ha i contorni della storia vera. Ho cominciato a pensarci dopo aver riportato alla luce avvenimenti successi dopo l’Armistizio del 1943 e che vide Oggiono, con altri paesi di questo territorio, crocevia, o meglio “porto” di partenza per l’espatrio clandestino di centinaia di prigionieri anglo americani ed ebrei verso la Svizzera. Provenivano in maggioranza dal Veneto, per la precisione dai campi di concentramento della provincia di Padova.
In particolare, la mia storia si rifà alla testimonianza della signora Carla Liliana Martini, allora diciassettenne che a Padova, con tutta la famiglia, partecipò come accompagnatrice a molti viaggi e contribuì alla salvezza di molti fuggitivi. Posso dire che Liliana ha ispirato il personaggio di Luisa. Ci sono molte cose vere, compresa la sua deportazione a Mauthausen.
Per quanto riguarda la storia che si svolge in epoca romana ho giocato sul fatto che dopo il sacco di Roma (a.C. 390), perpetrato dal leggendario capo dei Galli Senoni, Brenno, di cui è celebre la frase “Guai ai vinti” (Vae Victis), il famoso tesoro della città scomparve. Secondo la tradizione romana venne subito recuperato da Marco Furio Camillo. Il condottiero romano inseguì il nemico oltre i confini di Roma fino nel Nord Italia dove  Brenno fu costretto a rifugiarsi. Molti storici ritengono che tutta questa leggenda dell’intervento di Furio Camillo, sia stata elaborata molto tempo dopo il sacco di Brenno per esaltare la grandezza della città. Ci è piaciuto quindi pensare che il tesoro sia stato nascosto e mai ritrovato.
Chissà, leggendo attentamente, potreste scoprire dove si trovi. Io credo che il tesoro potrebbe essere ancora lì, al suo posto, basterà solo andarlo a cercare.

I misteri di Andrea Appiani, pittore di Napoleone Bonaparte



Ritratto di Napoleone - Andrea Appiani

Sposalizio della Vergine (1790) di Andrea Appiani (1754-1817)
I misteri dell’Appiani

“Carneade! Chi era costui?”. Potremmo utilizzare le stesse parole ruminate da don Abbondio all’inizio dell’ottavo capitolo dei Promessi Sposi per dare un’identità al pittore Giovanni Andrea Melchiorre Appiani, per i conoscitori della storia dell’Arte, semplicemente Andrea Appiani.
La diffusione di quel cognome e del nome, erano e sono molto comuni nel nostro paese e nei dintorni. In effetti le radici della famiglia di Andrea Appiani sono di Bosisio Parini, paese nel quale il nonno messer Francesco possedeva 30 lotti di terreno agricolo, una casa padronale circondata da un grande parco e alcune “case da massaro” date in affitto.
Per anni il luogo di nascita di Andrea Appiani è stato motivo di controversie. Bosisio Parini, che già diede i natali al sommo poeta Giuseppe Parini, contese per parecchio tempo a Milano, dove i genitori si erano trasferiti, l’ambito onore.  Ma carta canta. I documenti della chiesa di S. Carpoforo in Porta Comasina a Milano riportano che lì venne battezzato il 31 maggio 1754. La stranezza sta nel fatto che il futuro artista nacque il 23 maggio 1754. La normalità del tempo prevedeva il battesimo nello stesso giorno della nascita o il seguente. Si nota subito che fra la data di nascita e quella dell’atto di battesimo intercorrono ben otto giorni. Infatti, l’essere battezzati in una grande città come Milano, capitale del ducato lombardo, dava maggiori diritti e opportunità di lavoro rispetto a chi nasceva nel contado. Lasciamo quindi questo mistero irrisolto e a Bosisio Parini e alla Brianza l’illusione di ciò che poteva essere stato… ma non fu.
La personalità  dell’ Appiani, innovativa e brillante, si è espressa in maniera variegata: dall’invenzione di cicli d’affreschi alle scenografie teatrali, dall’allestimento di apparati effimeri per feste e cerimonie ai progetti di medaglie, dalla splendida ritrattistica al disegno, in cui si rivela un genio assoluto. Perché allora il suo nome non è poi così noto? «Celebrato dai contemporanei, amato da Napoleone, Appiani non è stato adeguatamente studiato dalla storiografia recente per una principale ragione: la maggior parte delle sue opere a fresco è andata perduta. In primis la grandiosa decorazione dei saloni di Palazzo Reale, con la serie di pannelli a grisaille dei “Fasti napoleonici”, distrutta dalle bombe nell’agosto del 1943», spiega Francesco Leone nel libro “Andrea Appiani pittore di Napoleone” edito da Skira.
Si nota, io  sottolineo, che essendo un artista legato al “potere”, ne seguì purtroppo le sorti.
La data di svolta anche dal punto di vista artistico fu il 1796. Fino ad allora Andrea Appiani, già pittore di spicco e ambito dalla committenza nobile e delle ricche famiglie milanesi, si era distinto nella qualità di “frescante”. Il 15 maggio 1796 Napoleone entrava in Milano con la sua armata francese mentre gli austriaci, battuti si ritiravano verso est. Ebbene: “Giunti i francesi l’Appiani nel triennio non lavorò che ad olio e per lo più ritratti (ne fece più di cento), e niente a fresco. Lavorò a dodici ritratti in tavola cominciando da Bonaparte generale e ne fece in vari tempi oltre venti…”
Lavorare per l’imperatore francese fu la sua fortuna e naturalmente, alla caduta di questi, anche la sua decadenza, ma quei pochi anni furono sufficienti per essere nominato “premier peintre” di corte, nonché commissario direttore della neonata Pinacoteca di Brera. Insomma, un curriculum di tutto rispetto che lo annoverò fra i testimoni artistici del periodo compreso fra l’Illuminismo e le vicende napoleoniche, insomma uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo lombardo e italiano.
Ora ci si chiederà: perché tanto interesse per questo pittore?
I motivi sono almeno due. Il primo perché quest’anno ricorre il bicentenario della morte, avvenuta il mese di novembre 1817. Naturalmente il nostro artista non poteva lasciare la lacrimata terra senza qualche misteriosa controversia. Sembra infatti, che nel libro degli atti di morte della parrocchia S. Maria della Passione di Milano sia registrato che la dipartita avvenne il giorno 8 novembre 1817. Non si capisce allora il grossolano errore riportato sulla lapide che ornava la tomba nel famedio di Porta Orientale che invece citava il 6 novembre 1817. Errore dello scultore? Un altro mistero…
Il secondo motivo, ben più importante è… lo “Sposalizio”.  Fra tante opere perse, Oggiono possiede una delle opere a soggetto sacro più importanti di Andrea Appiani del periodo antecedente la venuta di Napoleone Bonaparte. L’affresco si trova nella prepositurale Sant’Eufemia.
Esattamente nella prima cappella a destra dell’ingresso principale. Il titolo è “Lo sposalizio della Vergine”. Opera firmata Andreas fecit anno 1790.
Otto figure compongono lo Sposalizio di Maria Vergine dipinto a fresco dall’Appiani nella sua Cappella d’Oggiono posta nella chiesa maggiore a destra entrando: 2 figure a destra di Giuseppe il Sacerdote la Vergine, e 3 figure dopo Lei magistralmente disposti e d’intera figura…(Reina)
Il mistero sta nella committenza. È la famiglia Appiani che commissiona il lavoro per la Cappella di famiglia, come ci sembra di capire dalle parole del biografo Reina? A questo punto ci chiediamo che legame avesse la famiglia Appiani con Oggiono. Naturalmente è tutto da scoprire.
L’associazione culturale Università del Monte di Brianza ha proposto e commissionato, grazie al sostegno finanziario di privati, e la collaborazione del Gruppo Archeologico, il restauro-recupero dello “Sposalizio”alle restauratrici Elisa Figus e Annalisa Bonfanti. I lavori hanno preso il via a metà del mese di marzo.
E chissà se, durante il restauro, non vengano svelati alcuni misteri dell’Appiani.
La riqualificazione dell’opera è lo spunto per una serie di iniziative atte alla conoscenza dell’opera stessa e dell’Artista. Le iniziative che partiranno dalla Pinacoteca di Brera “giocano” sul titolo dell’opera restaurata: “Lo Sposalizio della Vergine” e sono quindi incentrate sul matrimonio.

PROGRAMMA INIZIATIVE

GIOVEDI 6 Aprile  ore 21
Presso Aula Magna Scuola Secondaria di 1° grado “Marco d’Oggiono” di Oggiono.
I MATRIMONI NELL’ARTE - Dal Perugino all’Appiani a cura del dott. Giovanni Morale coordinatore Gallerie d’Italia.

ALLESTIMENTO mostra dei lavori dei ragazzi delle terze della”Scuola secondaria di 1° grado” di Oggiono, incentrata sul Neoclassicismo lombardo e relativamente sulla figura di Andrea Appiani. La mostra sarà allestita presso la Sala della Comunità Pastorale S. Giovanni Battista (Oggiono) e sarà aperta il giorno DOMENICA 7 Maggio.  La mostra successivamente sarà visitabile di domenica per tutto l’anno 2017   (modalità da concordare ).
Nei negozi che lo desidereranno, saranno distribuiti confetti.

DOMENICA 7 Maggio 2017 ore 17.
Inaugurazione dell’opera restaurata. Luogo: Chiesa prepositurale Sant’Eufemia di Oggiono.
La popolazione sarà “invitata” ad una sorta di matrimonio: “Lo sposalizio della Vergine”.
Corteo nuziale che si snoderà per le vie cittadine con richiami bandistici.
Visite guidate. Formazione di gruppi accompagnati da guide che spiegheranno l’Opera e la figura di Andrea Appiani. Accanto alle guide ufficiali, saranno presenti le giovani guide della scuola che hanno    approfondito lo studio su Appiani, coordinate, grazie alla collaborazione della  dirigente scolastica, dalla prof.ssa Santina Bertè, che ha seguito con professionalità e creatività  lo svolgimento del lavoro artistico.


Prevista,  con data da programmare, serata in cui si illustrerà l’intervento tecnico-artistico delle due restauratrici con una proiezione fotografica reportage del lavoro eseguito.